Pomodori e melanzane sostenibili: meno azoto, stessa qualità
Il progetto MIGLIORE, nato dalla collaborazione tra 13 realtà pubbliche e private siciliane coordinate da Apofruit Italia, punta a rivoluzionare la coltivazione di pomodoro e melanzana riducendo drasticamente l’uso di fertilizzanti azotati senza compromettere la produzione.
Il dato più sorprendente emerso dalla ricerca è che nell’agricoltura tradizionale le piante assorbono solo il 30% dell’azoto somministrato, mentre il restante 70% si disperde nelle falde acquifere contribuendo all’effetto serra. Selezionando genotipi autoctoni ad alta efficienza nell’utilizzo dell’azoto (NUE – Nitrogen Use Efficiency), i ricercatori di CNR, CREA e Università Mediterranea di Reggio Calabria hanno identificato 4 varietà di melanzana e 4 di pomodoro capaci di produrre bene anche con apporti azotati ridotti.
Il passo successivo è l’introduzione di biofertilizzanti a base batterica come alternativa ai fertilizzanti chimici — un approccio che, secondo i partner del progetto, permetterà di abbattere i costi, tutelare il suolo e offrire al mercato prodotti più sani e sostenibili.
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https://rinova.eu/media/z1xp3ifh/articolo-migliore-terra.pdf

