Melanzana e azoto: un legame più profondo del previsto
Il progetto MIGLIORE, finanziato dal PSR Sicilia 2014-2022 e condotto da un consorzio pubblico-privato guidato da Apofruit Italia, ha dimostrato che la melanzana tollera sorprendentemente bene bassi apporti di azoto, producendo risultati simili a quelli ottenuti con le dosi standard normalmente impiegate in campo.
Ma la scoperta più interessante riguarda il ruolo dell’azoto nella difesa dai patogeni: le piante concimate con nitrato mostrano una maggiore resistenza al Fusarium oxysporum, mentre quelle trattate con ammonio risultano più vulnerabili. Il nitrato, in sostanza, non agisce direttamente contro il fungo, ma potenzia le difese naturali della pianta, stimolando la produzione di sostanze antiossidanti e l’ispessimento delle pareti cellulari.
Lo studio ha inoltre aperto nuove prospettive sul ruolo del microbioma: alcuni batteri presenti nelle radici sembrerebbero aiutare la pianta a fissare l’azoto anche in condizioni di scarsa fertilizzazione, aprendo la strada allo sviluppo di biofertilizzanti innovativi per un’agricoltura più sostenibile.
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